L’Accordo di conversione del debito tra Italia ed Egitto, firmato e reso efficace il 9 luglio 2001, è uno strumento di cooperazione economica e allo sviluppo che rientra nelle politiche italiane di Debt-for-Development Swap, cioè la conversione del debito estero in progetti di sviluppo. Questo tipo di accordo consente al Paese debitore, in questo caso l’Egitto, di non rimborsare in valuta estera una parte del debito verso l’Italia, a condizione che l'equivalente importo in valuta locale venga reinvestito in progetti di sviluppo sostenibile, istruzione, sanità, infrastrutture leggere, formazione o altri settori strategici.
Aveva una durata iniziale di 6 anni, ma è stato prorogato e aggiornato più volte mediante scambi di lettere, che sono strumenti formali per modificare accordi esistenti senza firmarne di nuovi.
Gli scambi di lettere avvenuti nel 2005,2007,2008 hanno esteso o modificato l’attuazione dell’accordo, suggerendo che l’implementazione è proseguita ben oltre la scadenza iniziale.
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